CASERTA - In quel campo si è sudato, gioito, talvolta pianto. A Caserta
non mollano: il baseball deve sopravvivere. E ad unirsi al coro degli addetti
ai lavori, arriva anche Antonio Galleri, architetto e vero artefice del piccolo
miracolo del San Clemente. In esclusiva per il mensile di cultura e sport "L’Atleta".
Ha posto la prima pietra sul diamante
di San Clemente, elemento di fondamentale importanza per tutto il movimento del
batti&corri nazionale. Uno stadio così non è per tutti, eppure Caserta l’ha
lasciato morire. Qual è il suo pensiero a riguardo?
"Per tutto ciò che rappresenta
un impianto sportivo, per la sua alta funzione sociale, per tutti i giovani di
oggi e di domani lo Stadio del Baseball di S.Clemente, qualunque stadio, non
deve essere lasciato morire. - dice l'architetto Galleri - A chi ha responsabilità per la collettività
dobbiamo chiedere a gran voce di trovare il modo e le risorse perché gli
impianti sportivi aumentino, siano curati e non abbandonati e lasciati andare
in rovina".
