
Prima sconfitta stagionale per la Givova Scafati, superata
81-70 nel terzo turno del campionato di serie A2 (girone ovest), al
PalaCalafiore, contro la Bermè Reggio Calabria.
Dopo due vittorie di fila, si è
arrestata quindi la striscia positiva dei gialloblù che, di conseguenza, hanno
perso la propria imbattibilità. A condizionare l’andamento del match è stato un
misterioso virus che, alla vigilia della sfida, ha messo knock-out Loschi,
Baldassarre e Portannese: i primi due, stringendo i denti, hanno provato a
stare in campo e a dare il proprio contributo, anche se fortemente limitati e
condizionati; il terzo, invece, non è riuscito neppure a mettere piede in
campo. Eppure, ciononostante, l’impatto con la sfida dei gialloblù era più che
convincente, prima con un 0-5 (a 8’07’’) firmato da Rezzano e Simmons,
prontamente rintuzzato dai locali (4-5 a 7’40’’), e poi con un break di 0-11
(4-16 a 3’56’’) che lanciava avanti i viaggianti, grazie ad un bel gioco corale
e ad una difesa arcigna, prima di chiudere avanti 14-20 la prima frazione.
Crosariol e Freeman, aiutati da Lupusor, facevano il possibile per consentire
alla Viola di rientrare in partita, ma Scafati riusciva a tenerla a debita
distanza, almeno fino a 2’48’’, ovvero quando calava il buio sul PalaCalafiore,
a causa di un improvviso black-out elettrico. La pausa condizionava il buon
momento della Givova, che subiva il ritorno della Bermè, pur riuscendo ad
andare comunque al riposo col minimo vantaggio (34-35). I padroni di casa,
anche dopo l’intervallo, tenevano pigiato il piede sull’acceleratore (42-35 a
8’25), ma i viaggianti avevano un sussulto d’orgoglio e riuscivano a
riprendersi la testa del match (49-54 a 1’26’’), grazie alla lucida regia di
Mayo, che consentiva i suoi di finire avanti anche la terza frazione (51-57).
Il capitano Mordente metteva in campo tutta la propria esperienza e, in pochi
minuti, consegnava alla sua squadra le redini dell’incontro (61-61 a 6’35’’),
che da questo momento innanzi trovavano con facilità la via del canestro,
costruendo un vantaggio tale da mettere al sicuro il risultato finale.